L’Italia e il sistema delle concessioni balneari: la revisione di un meccanismo che passerà dal Recovery Fund

Da anni tema dibattuto e ostico, affrontato in varie sedi, oggi è diventato uno tra i primi nodi da sciogliere per il Governo Draghi

1) I lidi per primi soffriranno delle conseguenze del cambiamento climatico evidenziato da Draghi nel discorso di insediamento al Senato “il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite …..l’innalzamento del livello dei mari potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili”;

2) Si tratta di una riforma pienamente rientrante nelle missioni del Recovery Fund e nello specifico nell’ambito ambientale del Green Deal “gli investimenti nell’ambito del Green Deal sono essenziali per far fronte alla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici”;

3) Il Commissario Europeo per il mercato interno Breton pochi giorni fa rispondeva ad una interrogazione degli europarlamentari di Forza Italia “Le norme italiane vigenti sulle concessioni balneari non solo violano il diritto dell’Ue, ma compromettono anche la certezza del diritto per i servizi turistici balneari. La Commissione, in quanto custode dei trattati, continuerà ad adottare le misure necessarie per garantire il pieno rispetto del diritto dell’Ue in questo settore”;

4) Nel mese di dicembre 2020 è stata avviata dall’Unione Europea una seconda procedura d’infrazione contro l’Italia per la mancata applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein per le concessioni in quanto con l’attuale sistema del rinnovo automatico (che ha prorogato le autorizzazioni fino alla fine del 2033), le norme italiane scoraggiano gli investimenti e ostacolano la modernizzazione di un settore fondamentale per l’economia italiana. Tale proroga automatica, in assenza di qualsiasi gara pubblica è pertanto incompatibile con la direttiva Bolkestein e con le norme Ue, volte a garantire la parità di trattamento dei prestatori di servizi e a promuovere l’innovazione e la concorrenza leale nel settore;

5) Il Presidente Draghi ha dichiarato al Senato: “Il Next generation EU prevede riforme. Alcune riguardano problemi aperti da decenni ma che non per questo vanno dimenticati. Fra questi ………….la concorrenza: chiederò all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, di produrre in tempi brevi come previsto dalla Legge Annuale sulla Concorrenza (Legge 23 luglio 2009, n. 99) le sue proposte in questo campo”;

6) Gli interventi del Recovery Fund dovranno tenere strettamente conto delle raccomandazioni Paese inviate negli anni all’Italia tra cui in merito vanno ricordate:- 2016 “Il sistema di aggiudicazione pubblica delle concessioni demaniali per la condotta di attività economiche non promuove la concorrenza, in particolare perché l’assegnazione delle licenze non scaturisce da procedure competitive e trasparenti”,- 2017 “Permangono ostacoli rilevanti alla concorrenza in alcuni settori, quali le professioni regolamentate, le concessioni”,- 2018 e 2019 “Un aumento delle procedure competitive per l’aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico e delle concessioni per l’accesso ai beni pubblici avrebbe un impatto positivo sulla qualità dei servizi”;

7) Il Consiglio di Stato è intervenuto con una sentenza alcuni giorni fa dichiarando che devono ritenersi illegittime le eventuali proroghe automatiche delle concessioni balneari marittime disposte con legge nazionale e/o regionale, nonché quelle che inibiscono l’assegnazione mediante gara pubblica.

Per tutto quanto sopra vi è almeno una certezza sul tema: l’assegnazione delle concessioni sarà rivista, ci sono fondi per attuarla aiutando i concessionari e le Istituzioni locali ad avviare questo processo di assegnazione nonché la revisione degli importi.

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