Stati Uniti ed Unione europea attivano un sistema di salvaguardia del loro futuro tecnologico

Unione Europea e Stati Uniti consolidano e definiscono la collaborazione reciproca in un partnerariato strategico sui minerali critici, una delle filiere industriali che, oggi più che mai, rappresenta la valutazione fedele della forza economica di un’area.

La catena di approvvigionamento dei minerali critici è condizione essenziale per la competitività industriale e commerciale, nonché per la sicurezza nazionale, specialmente in un contesto di sfide energetiche e geopolitiche come quello attuale.

Attualmente il predominio assoluto della catena del valore delle terre rare è detenuto dalla Cina, con quote che oscillano tra il 70 ed il 90% del mercato che ne fanno il principale produttore ed esportatore al mondo.

L’obiettivo principale dell’accordo è fondamentalmente quello di creare approvvigionamenti liberi dai vincoli di Pechino e dai suoi possibili condizionamenti, comprese restrizioni sull’export, al fine di tutelare tutte le industrie dell’elettronica di consumo, delle automobili, dei sistemi di difesa, delle turbine eoliche.

Vari sono i passaggi in cui gli accordi prenderanno forma per il governo dei mercati dei principali minerali interessati: le terre rare, il litio, il cobalto, il manganese, il tungsteno, il rame e la grafite.

Usa e UE faciliteranno la competitività dei fornitori rientranti nell’ambito territoriale di competenza, con sussidi, prezzi minimi o altre misure commerciali che si rendessero necessarie.

Potranno essere attivati strumenti comuni in caso di shock dell’offerta o restrizioni.

Saranno condivise informazioni sulle scorte e sull’intera catena di approvvigionamento, al fine di prevenire interruzioni di fornitura ed alimentare catene di provenienza diversificate.

Riunioni periodiche e regolari monitoreranno i progressi degli accordi.

Saranno attivati sostegni e finanziamenti verso nuove miniere e impianti di lavorazione.

Verranno monitorati  e coordinati i vari passaggi nel ciclo di vita dell’intera filiera:  dall’esplorazione  all’estrazione, passando per la raffinazione, il riciclo ed il recupero, nel rispetto delle normative domestiche esistenti, le politiche e le procedure locali nonché i vincoli internazionali da rispettare.

Entrambe le parti sono impegnate ad accelerare, semplificare o ridurre i tempi di permitting nei rispettivi sistemi normativi.

Saranno scoraggiate vendite di asset di minerali critici e terre rare al fine di proteggere la sicurezza strategica dei Paesi partecipanti.

Ogni questione o differenza derivante dall’implementazione di questo accordo sarà risolta anzitutto in maniera amichevole mediante consultazioni.

Sebbene gli obblighi non siano strettamente vincolanti ai sensi della normativa internazionale o interna dei singoli Paesi il messaggio “politico” alla Cina è chiaro: l’occidente si smarca dalla dipendenza e dalle rotte logistiche esistenti, per ridurre ogni tipo di rischio derivante dal monopolio orientale.

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