Gli Stati Uniti invertono gli obiettivi della politica monetaria

A fronte di una contrazione del Pil di oltre il 30% nel secondo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, la Federal Reserve, per mezzo del suo Presidente Jerome Powell, ha annunciato un totale cambio di strategia nella politica monetaria così come sempre l’abbiamo conosciuta.

L’ancoraggio delle scelte di politica monetaria sposta le sue priorità: se occupazione ed inflazione sono i due pilastri intorno ai quali sono sinora ruotate le scelte ed è stata data prevalenza al secondo, il timore di una disoccupazione eccessiva quale conseguenza della crisi da pandemia, porta in rilievo la necessità di salvaguardare i posti di lavoro e, ove vi siano stati contraccolpi forti, promuovere un impulso ulteriore.

Quindi l’attuazione di una politica monetaria diretta, immediata ed efficace sui mercati reali che per il momento può trascurare le oscillazioni inflazionistiche.

I tassi, che rappresentano l’elemento su cui la Banca centrale può intervenire per guidare l’inflazione,  saranno lasciati bassi per consentire la ripresa economica e l’aumento dell’occupazione, anche in caso di inflazione che superi il livello del 2%, livello che nel 2012 era stato fissato quale riferimento della politica monetaria statunitense per mantenere la stabilità dei prezzi, come accade in Unione europea per la Bce.

Obiettivo è arrivare ad una bassissima disoccupazione, rispetto alla quale non saranno necessariamente automatiche le strette di politica monetaria al fine di controllare l’inflazione.

Al momento non viene fissato il nuovo target di inflazione, né stabilito un parametro di oscillazione: si sa che l’inflazione potrà aumentare momentaneamente mantenendo il 2% come “media”, senza avere per ora come riferimento particolari formule matematiche.

Nell’immediato non è attesa l’adozione di particolari misure, ma diventano fondamentali le aspettative. Sulla base di questo annuncio la Fed auspica infatti che i mercati reagiscano e diano fiducia al sistema economico. I tassi bassi garantiti ed offerti ad imprese e famiglie faranno il resto nella ripresa degli investimenti e dei consumi.

Powell ha altresì chiarito che non saranno soltanto i tassi a favorire la ripresa: alleggeriranno la situazione economica anche le politiche monetarie non convenzionali che potranno essere ulteriormente sviluppate in caso di necessità.

Aumenterà quindi l’offerta di moneta che andrà a sostenere la riduzione degli scambi commerciali e degli investimenti prodottasi con la pandemia Covid 19.

Aumentano chiaramente anche i rischi di instabilità finanziaria per operazioni di particolare esposizione che dovessero essere favorite in questa “rincorsa alla ripresa”.

Potrà aversi maggiore volatilità nei vari mercati data la grande massa di liquidità che potrà essere immessa ed indebitamento che sarà permesso: preoccupazioni minori per la Fed, ora vero attore della ripresa statunitense.

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