L’Italia nel piano Colao

Il piano Colao nella parte “imprese e lavoro” pecca di competenza.

L’eccessiva competenza nella risoluzione strategica delle problematiche, affrontate in un’ottica aziendale che funzioni, non è adatta per l’Italia, abituata alle sterili promesse elettorali ben congegnate per distruggere il sistema e renderlo parassitario per chi ne fa parte, e poco inclini a snellirne il funzionamento.

Non è coinvolto da critiche che ne enfatizzano l’aspetto tecnico prevalente rispetto alla posizione politica: sono i Sindaci e i Governatori delle Regioni ad avvalersi di tecnici e consulenti nella predisposizione dei loro programmi di Governo prima della candidatura. Il Piano è redatto per via dell’emergenza “coronavirus”: è quindi un piano straordinario adatto ad un momento straordinario.

Manca di coperture finanziarie, perché congegnato in funzione del prossimo Recovery Fund Netx generation EU che ha tra i suo i presupposti la ripresa economica dei Paesi che ne beneficeranno.

Alla base di ogni provvedimento emerge la sopravvivenza delle migliori forze del Paese, che rappresentano la  garanzia di continuità di flussi finanziari di entrate per lo Stato tali da avere risorse interne future per il suo funzionamento: una sorta di piano nazionale delle riforme sul genere di quelli che vengono inviati annualmente alla Commissione Europea.

Presenta un limitato elenco di anomalie, dovute all’inesperienza nel settore pubblico, e forse dettate dall’eccessiva fretta di stesura, che denotano altresì una posizione completamente indipendente rispetto all’apparato governativo che l’ha commissionato.

Diviso in sei macro settori, la parte “imprese e lavoro” definisce il lavoro come “motore dell’economia”.

Per tale ambito, visto lo spessore dei consulenti, ci si sarebbe aspettati un indicazione di politica industriale complessiva: il programma non si spinge a tanto ma affronta quelli che sono i vulnus che si presentano quotidianamente nel nostro Paese.

Dà una preferenza alle organizzazioni di grandi dimensioni, che poco rappresentano però la reale situazione imprenditoriale dei nostri territori.

Inizia con una tutela legale:  l’estrazione privatistica del team permea la fondamentale importanza di questo aspetto, che garantisce la continuità aziendale.

 

ESCLUDERE CONTAGIO COVID E CONTENERE COSTI MISURE ANTI CONTAGIO

Si sollecita l’adozione di una misura normativa che, in via temporanea, consideri i protocolli adottati dalle parti sociali quale misura sufficiente ad escludere responsabilità civile e penale da Covid (a rafforzamento di quanto dichiarato dall’Inail che ha già individuato la malattia Covid quale non incidente sui premi assicurativi dell’azienda).

Si chiede una defiscalizzazione per turni aggiuntivi, festivi o notturni dovuti alla riorganizzazione da Covid.

E’ definita una misura no funding ma essa ha un costo ben preciso pari alla defiscalizzazione che si andrebbe a configurare.

 

SMART WORKING

Sinora applicato solo in funzione delle esigenze di business aziendale, lo smart working ha avuto la sua esplosione durante il periodo di lockdown. Fondamentale diventa il recupero del digital divide perché tutto il Paese e tutte le fasce della popolazione possano trarne beneficio in maniera egualitaria: ne viene richiesta una disciplina normativa,  preferendone  l’implementazione a favore dei genitori con figli minori di 14 anni mentre nel breve periodo viene consigliata l’istituzione di un codice etico che consideri, data l’emergenza temporale, esigenze extra lavorative, unitamente a sistemi di misurazione degli obiettivi e della produttività trasparenti in maniera numerica in modo che l’azienda possa verificare le proprie aspettative sul lavoratore.

Anche questa misura viene definita no funding ma ha un costo implicito necessario per lo sviluppo, quantomeno accelerato rispetto all’attuale stato di programmazione, delle reti di connessione in tutto il territorio.

 

RINNOVO DEI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO IN SCADENZA  E CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE

L’incertezza economica potrebbe non dare ai contrattualizzati a termine l’opzione di vedere trasformato il rapporto di lavoro: si propone di allentare i vincoli sino al 31 dicembre 2020 oltre quanto proposto dal Decreto rilancio (eliminazione della causale) neutralizzando il decorso dei 24 mesi rispetto al decorso del lockdown in Italia e consentendo proroghe ulteriori al termine dei contratti.

 

COMPENSAZIONI FISCALI E RINVIO PAGAMENTO IMPOSTE

Le imprese vanno aiutate con sostegni adeguati sulla liquidità:

-facendo in modo che i debiti fiscali e previdenziali vengano compensati al pari di quanto accade nel codice della crisi,

– che sia possibile compensare con i crediti verso la Pubblica Amministrazione,

-che si differisca a novembre il pagamento della prima rata di acconto delle imposte sul reddito,

-che si differisca il saldo imposte 2020,

-prorogando gli adempimenti per permettere i differimenti suggeriti,

-utilizzando i crediti fiscali in compensazione senza attendere la presentazione dei modelli REDDITI E IRAP.

Non vi è quantificazione numerica della misura di intervento: passaggio fondamentale perché verrebbe a peggiorare  il quadro di deficit già autorizzato dal Parlamento. Tale proposta rappresenterebbe inoltre una parte corposa nella definizione di quello che è il prossimo quadro di riforma complessiva del sistema fiscale.

 

PAGAMENTO RAPIDO DEI FORNITORI PER FAVORIRE LIQUIDITA’

Stimolare l’adozione di un codice di comportamento per le grandi aziende  fissando i termini di pagamento a 30 giorni (pratica che attualmente non è seguita al fine di ottenere cash flow ottimali oppure per spuntare sconti sulla liquidità). L’adozione di questo codice dovrebbe rappresentare ufficialmente un requisito di qualificazione nelle forniture.

In caso di scarsi risultati bisognerebbe normare l’intero aspetto sulla falsariga di quanto accade tra la Grande Distribuzione organizzata e i produttori agricoli ed alimentari.

Si noti che in un quadro di economia vigente di libero mercato (con prezzo condizionato da domanda, offerta e qualità del prodotto), prevedere una irrigidimentazione normativa potrebbe creare distorsioni dal lato dell’offerta perché si costringerebbero i fornitori  a ridurre i prezzi pur di accettare il pagamento a breve.

Diversamente, un sistema di sconto bancario fatture regolato normativamente, darebbe maggiore possibilità di azione ai fornitori, che potrebbero scegliere, oppure no, di avvalersene, stimolando l’economia bancaria all’erogazione di finanziamenti ulteriori.

 

DECRETO LIQUIDITA’ E FACTORING PRO SOLUTO

La garanzia Sace è relativa alle sole cessioni pro solvendo: si chiede l’estensione alle cessioni pro soluto, dunque indipendentemente dalla solvibilità del debitore, per agevolare le filiere di fornitura e sub fornitura.

La controgaranzia dello Stato, che si troverebbe dunque di fronte a probabili situazioni di insolvenza, diventa fortemente impattante su deficit e debito del Paese: diventa quindi fondamentale la sua misurazione quantitativa, al fine di non accantonare il problema per una soluzione di emergenza futura.

 

ACCESSO ALLA LIQUIDITA’ PER IMPRESE IN CRISI

Le aziende che hanno inadempienze probabili devono poter accedere alla garanzia SACE se l’impresa ha possibilità di risanamento.

Non è previsto che debbano essere fissati dei criteri ricognitivi per la determinazione di tale misura.

Non è fissata la copertura dell’impegno finanziario pur avendo a disposizione il monte crediti di esposizione.

 

RINEGOZIAZIONE CONTRATTI DI LOCAZIONE TRA PROPRIETARI E LOCATARI

Applicare, per un limitato periodo di tempo, oltre al credito di imposta previsto per legge sui contratti di locazione in cui l’inquilino è andato in difficoltà nel pagamento dei canoni causa Covid 19, anche una diversa ripartizione del rischio e quindi prevedere la possibilità di un ricalcolo nell’ammontare della rata mensile: tale determinazione eviterebbe contenziosi molto probabili. Di controparte, per i proprietari, va fissata la riduzione di Imu e Tari.

Anche questa misura non considera gli ammanchi soprattutto nelle casse comunali, e sbilancia, non avendo a disposizione i dati delle percentuali casistiche, l’adozione di misure preferenziali rispetto  a chi svolge attività in locali propri, che sono stati sostenuti sinora soltanto con l’esclusione dal pagamento dell’IMU.

 

DISINCENTIVARE IL RICORSO ALLE PROCEDURE CONCORSUALI

L’articolato disincentiva l’uso delle procedure concorsuali, per evitare che il socio soggetto a fallimento possa riacquistare a prezzi contenuti l’azienda. In seconda ipotesi si suggerisce, per il caso di concordato a buon fine, che i creditori partecipino ai futuri utili dell’azienda.

Nella formulazione della proposta vengono meno le premesse e cioè che la crisi sia stata causata dal coronavirus: non vi è alcuna indicazione sui criteri che i tribunali dovrebbero analizzare e considerare per contestualizzare lo stato di crisi con l’epidemia e non vi è alcun riferimento alla stigma derivante dalla procedura fallimentare che si innesterebbe. Le procedure andrebbero accelerate e non ostacolate, per permettere un ripristino in bonis dell’imprenditore che può ricominciare, nonostante il coronavirus, una nuova attività.

 

 SOSPENDERE PER IL 2020 I VINCOLI DEL TESTO UNICO PER LE PARTECIPATE PUBBLICHE

Le partecipate pubbliche in crisi oggi non possono ricevere risorse: si propone che alcune di esse ricevano trasferimenti straordinari sino al 31 dicembre 2020 e possano essere successivamente alienate ad un socio privato con negoziazione diretta.

Una previsione esattamente contraria a quanto indicato per le imprese private che, come appena indicato, sono scoraggiate dall’uscita dal mercato con procedure veloci: le imprese pubbliche resterebbero in essere a totale carico dei cittadini stante il fatto che vi sia l’assoluta impossibilità di dimostrare la sussistenza di concrete prospettive di riequilibrio.

Una estensione di agevolazioni alle imprese pubbliche mal si presta ad un sistema come quello italiano che troppo spesso nel passato ha creato posizioni di favore per le partecipate, che vanno assolutamente scongiurate. Non vi è indicazione di parametri identificativi della sostenibilità.

Anche questa misura viene definita “no funding” laddove invece è espressamente dichiarata la necessità di trasferimenti finanziari.

 

INCENTIVI ALLA CAPITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

Si suggerisce di ampliare l’Ace (Aiuto alla Crescita Economica) per una maggiore patrimonializzazione delle imprese con una stabilizzazione a regime.

Il tempo indeterminato esclude la possibilità di avere un effetto immediato positivo sulla situazione finanziaria complessiva delle aziende: limitare il periodo di applicabilità avrebbe avuto il vantaggio di sviluppare minore indebitamento, da subito ed in misura impattante.

Non vi è alcuna indicazione di abbassamento della soglia per ottenere il beneficio Ace, che sarebbe stato opportuno identificare mediante lo studio di indici di mercato.

 

SEMPLIFICAZIONE PROCEDURE AUMENTO DI CAPITALE

Per affrontare la necessità di ricapitalizzazione delle Società quotate bisognerebbe concedere alle PMI un credito d’imposta riguardante le spese concernenti operazioni di aumento di capitale. Si rende necessaria anche un’accelerazione dell’iter procedurale per lo stesso aumento, anche mediante l’istituzione di una task force dedicata.

 

RISPARMIO PRIVATO E INVESTIMENTI NELLE PMI E NELLE SOCIETA’ NON QUOTATE

Le PMI e le società non quotate faticano ad ottenere equity mentre vi è una notevole mole di risparmio privato giacente sui conti: vengono proposte detassazione sui rendimenti derivanti dalla sottoscrizione di fondi e detrazioni nel caso in cui si realizzino minusvalenze in tali partecipazioni, esclusione dall’imposta sulle successioni per tali fondi, abbassamento del valore soglia  e qualificazione di una nuova categoria di investitori che posseggono un patrimonio personale e/o una competenza adeguati all’investimento riservato negli investimenti FIA (Fondi investimento alternativi).

Manca il criterio di identificazione di questi ultimi investitori che andrà ottenuto studiando la ripartizione del risparmio detenuto dalle famiglie.

 

INCENTIVARE FONDI DI TURNAROUND DI IMPRESE UTP

Viene proposta l’istituzione di fondi di ristrutturazione per imprese UTP (in momentanea empasse finanziaria presso il sistema bancario) se vi è una Società che si occupi del loro specifico risanamento. Tali interventi devono essere precipuamente destinati a recuperare la continuità aziendale e l’economicità di gestione escludendo le imprese in difficoltà e quelle impossibilitate al risanamento (rileva l’attestazione del professionista). La misura deve essere accompagnata dall’esclusione della responsabilità penale in caso di reati fallimentari e da una generale semplificazione del quadro autorizzatorio.

Questa previsione va in netto contrasto con quanto previsto nel disincentivo alle procedure concorsuali ove era l’imprenditore privato che veniva escluso dal ritorno della redditività aziendale. Una sorta di pilotamento del mercato destinato alle SGR che potrebbero recuperare alcune società addirittura escludendo la previsione di reati fallimentari mentre si impedisce al piccolo e medio imprenditore, tessuto primario dell’attività economica del nostro Paese,  di poter diversamente salvare la propria impresa.

 

SOSTEGNO STRUTTURALE ALLE SOCIETA’ NON QUOTATE (SOPRATTUTTO PMI) DI FILIERA

Viene prevista la sottoscrizione di capitale da parte dei capi filiera interessati al mantenimento della continuità operativa.

La possibile esclusione della previsione normativa (con il ricorso alle massime notariali) finalizzata ad un’accelerazione di tale tipo di operazioni, darebbe luogo ad un vulnus in caso di problematiche giuridiche in corso di esecuzione di tali operazioni.

 

INCENTIVAZIONE ALL’ADOZIONE DI SISTEMI DI TAX CONTROL FRAMEWORK

Viene suggerita la non applicazione di sanzioni amministrative e penali nel caso in cui il contribuente preveda un sistema di controllo del rischio fiscale (tax control framework), oppure, nel caso di mancata predisposizione di tale piano, se il contribuente invia all’Amministrazione finanziaria apposita documentazione regolarmente identificata dal legislatore.

Viene inoltre proposto l’accesso alla cooperative compliance ad aziende con fatturato inferiore a 5 milioni di euro.

Sarà necessario indicare, dopo appositi studi sui valori soglia delle aziende che possono essere interessate nel sistema Italia, quali sono i nuovi valori da rappresentare per poter predisporre la cooperative compliance.

 

EMERSIONE LAVORO NERO

L’emergenza sanitaria ha mostrato i suoi limiti nella irraggiungibilità del lavoro sommerso: mediante premialità (riduzione contributiva) si agevolerebbe la sanatoria di tali posizioni agganciandosi ai recenti passaggi del Dl rilancio.

Anche questa misura è indicata erroneamente no funding mentre viene proposta una decontribuzione.

 

EMERSIONE E REGOLARIZZAZIONE DEL CONTANTE DERIVANTE DAI REDDITI NON DICHIARATI

E’ previsto l’ennesimo condono “voluntary disclosure”  per la regolarizzazione di “altri valori” e dei capitali “detenuti illegalmente all’estero” mediante il pagamento di una imposta sostitutiva con l’obbligo però di investire, per un periodo di tempo significativo, in una strategia di rilancio del Paese. Questa volta, la scelta della destinazione viene prestabilita anziché entrare successivamente nella programmazione di bilancio. Previsti valori premiali in ambito penale mentre contemporaneamente viene suggerito di sollecitare le istituzioni europee a mettere fuori corso le banconote sopra i 100 euro.

L’adozione di misure di politica monetaria in un contesto europeo nel quale non si conosce la posizione degli altri Paesi, considerando gli enormi valori di evasione fiscale riportati dal nostro Paese, risulta, in questo momento, quantomeno azzardata.

 

PASSAGGIO A PAGAMENTI ELETTRONICI

Vengono suggerite misure di disincentivazione all’uso del contante (vi è un refuso nel protocollo), insieme ad un credito di imposta per l’utilizzo dei pagamenti elettronici da parte degli esercenti e un accordo da stipulare con il sistema bancario per la riduzione delle commissioni. Anche su questo paragrafo viene suggerita la sollecitazione verso l’Unione europea per la messa fuori corso delle banconote da 500 e 200 euro: valgono le osservazioni precedenti.

 

INNOVAZIONE TECNOLOGICA E PROPRIETA’ INTELLETTUALE

Viene indicata la totale cancellazione del meccanismo del credito d’imposta con il ripristino dei vecchi incentivi per iper ammortamento (fino al 200% del costo di acquisto) e superammortamento (fino al 60% del costo). La decisione sul periodo di durata di questa nuova ripartizione costi dovrà essere decisa autonomamente dai contribuenti.

Revisione delle aliquote per il credito Ricerca e sviluppo e rafforzamento del patent box per la proprietà intellettuale fino al 70%: quindi incentivi fiscali destinati al miglioramento della qualità di produzione del sistema Italia.

Sostanzialmente incentivi fiscali destinati al miglioramento della qualità di produzione del sistema Italia anziché l’impianto di una vera e propria ottica di politica industriale, lasciata invece alle evidenze dei singoli.  

 

SOSTEGNO A START UP INNOVATIVE

Aumento delle percentuali di detrazione Irpef e deduzione Ires, detassazione dei proventi per le persone fisiche, detassazione Irap e perdite trasformate in credito di imposta.

Come per la ricerca innovativa, anche le start up (che ne sono l’espressione non inserita in contesti aziendali già esistenti) hanno vista sospesa la loro azione per via del coronavirus e come tale ha bisogno di un piano strategico complessivo, che invece manca, mentre si suggeriscono sgravi e detassazioni.

 

COMPETENZE GESTIONALI E ASSUNZIONI SPECIALISTICHE

Con la necessità di rinnovare le competenze manageriali delle PMI nasce la necessità di creare dei piani di formazione anche mediante l’uso di Fondi europei, monitorando l’offerta formativa, abbinando l’istituzione  di voucher per le aziende che permettano l’assunzione di competenze manageriali esterne.

 

RIQUALIFICAZIONE DISOCCUPATI/CIG e CIGS

Istituire fondi specializzati che garantiscano incentivi a favore delle imprese e dei lavoratori per permettere la riqualificazione professionale, mediante l’utilizzo di programmi formativi di qualità che vengano controllati nella resa oggettiva.

 

PIATTAFORME PUBBLICO – PRIVATE  PER FILIERE PRODUTTIVE

Qualificare la professionalità lavorativa mediante un’offerta formativa sulla base dei bisogni espressi direttamente ed esclusivamente dal settore produttivo destinatario della forza lavoro.

 

RETI FILIERE AGGREGAZIONI

Potenziamento e semplificazione normativa di tutti gli strumenti che permettono e favoriscono aggregazioni tra imprese, favorendone la condivisione di risorse e competenze, anche mediante sgravi fiscali.

Vi è, sostanzialmente in quasi tutto il programma, una preferenza all’ampliamento delle dimensioni operative aziendali.

 

SOSTEGNO EXPORT

Rafforzamento dell’azione SACE nel biennio 2020-2021 per l’export delle PMI , anche consolidando le competenze manageriali per l’esportazione e migliorando l’accesso delle aziende nei canali commerciali.

 

RESHORING

Incentivare il reinsediamento nel territorio italiano di attività ad alto valore aggiunto al fine di accrescere il gettito fiscale, l’incremento del Pil e l’occupazione. Viene proposta l’istituzione di un’Agenzia statale per la competenza di tutte le pratiche di reshoring, oltre a sgravi contributivi sul personale di rimpatrio e agevolazioni fiscali di vario genere sui beni riportati in Italia.

Si noti che tale previsione andrà concordata e concertata con la Commissione europea onde evitare situazioni preferenziali di abuso che, in caso di mancata autorizzazione,  stravolgerebbero l’obiettivo del programma.

 

TERZO SETTORE

Si vede positivamente l’accrescimento della patrimonializzazione delle imprese sociali, perché esse possano sviluppare investimenti, avvalendosi anche di contratti di rete da cui oggi sono escluse.

Anche per questo ambito, che generalmente nasce e si sviluppa in contesti territoriali ben identificati, è previsto un accrescimento dimensionale operativo.

 

Piano Colao disegno

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