L’ITALIA PARTNER DELL’ITALIA

Durante la recente crisi sanitaria molte aziende manifatturiere sono state in grado di riconvertire parte dei propri processi per riuscire a realizzare la fornitura di beni essenziali nell’emergenza epidemiologica: dalla produzione di abbigliamento alla produzione di mascherine, dalla fabbrica automobilistica lo sdoppiamento dei canali degli impianti di respirazione, dalle cabine per fototessere alla stampa in 3d di mascherine, gli esempi si sono susseguiti lungo tutta la dorsale dello stivale.

Ogni industria partecipante è stata capace di reinventarsi un ruolo, entrando a far parte di un sistema virtuoso di fornitura: quello dei beni destinati al benessere e alla tutela della salute della collettività.

Questa operatività straordinaria, frutto dell’ingegno e della laboriosità del sistema italiano, può e deve essere messa a sistema.

Con l’intervento dello Stato, le migliori idee che abbinano riconversione produttiva e beneficio sociale, devono diventare produzione effettiva per le aziende che vogliono modificare la loro produzione, seppur parzialmente.

Innovazione e conoscenza alla base di soluzioni intelligenti atte a rispondere ai più svariati bisogni ed emergenze ancor prima che esse si verifichino: la valutazione dei progetti andrà fatta tenendo presente aspetti migliorativi quali-quantitativi nella vita delle persone.

Le aziende potranno aumentare la loro redditività da idee creative, con ciò dando spazio al proprio know how tecnologico,

grazie ad una struttura impiantistica di cui già dispongono,

e per una parte della loro produzione potranno evitare di concentarsi sul core business incentrato sulla sola politica dei costi:

sarà una produzione social oriented.

Lo Stato diventa partner dell’impresa che attua una produzione “sociale”

La cabina di regia va necessariamente affidata allo Stato, senza alcuna forma di intermediazione territoriale: sarà Roma a seguire la selezione dei progetti, per intervento di diversi Ministeri, controllando e coordinando le operazioni, guidando la selezione dell’albo degli iscritti, scegliendo le migliori e più fruttifere idee operative di riconversione che siano in grado di impattare, con un elevato senso di beneficio collettivo, sull’intero Paese. La valutazione dovrà essere strettamente rapportata all’output.

Dalle scuole alla sanità, passando per i trasporti e fino alla tecnologia dei media: nessun settore deve essere escluso dalla possibilità di entrare a far parte con i propri prodotti in una sistema di innovazione e riconversione del tessuto industriale.

Il progetto deve essere a lungo termine: lo stimolo da parte dello Stato deve permanere per almeno 5 – 10 anni. Bisognerà dunque seguire la fase progettuale, lo sviluppo e la commercializzazione, fino a farne diventare delle “best productions”.

I benefici per l’azienda

L’azienda sostenuta conseguirà una sorta di brevetto sociale: sotto questo marchio distintivo saranno raggruppati i progetti di riconversione del sistema industriale maggiormente impattanti sulla qualità della vita dei cittadini.

Notoriamente le aziende sono oppresse dal sistema fiscale, contributivo e burocratico: per questi loro progetti ogni singola azienda non dovrà incontrare ostacoli.

Parzialmente sovvenzionate dallo Stato, tramite credito di imposta o altra soluzione fiscale e/o contributiva, finanziamenti a fondo perduto, facilità nel disbrigo delle pratiche, canali preferenziali per le valutazioni e nei riconoscimenti di qualità dovranno essere il tratto identificativo di questa riconversione d’impresa.

Le forme di finanziamento

Sarà il debito pubblico la copertura per il sostegno a queste iniziative d’impresa: particolari forme di agevolazione nel trattamento fiscale dei rendimenti, potranno averla i titolari di conto corrente che svincolino la loro liquidità e sottoscrivano quote del debito pubblico destinate a questi progetti.

Dalle minori ritenute d’imposta sui rendimenti, ridotte spese gestione titoli, ed ogni altra forma agevolativa che possa liberare l’enorme mole di risparmio fermo sui conti deposito e vincolati degli italiani.

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