Trattative su Alitalia

1 dicembre 2017

Per la cessione di Alitalia, tra i mesi di maggio e giugno 2017, erano pervenute 32 manifestazioni di interesse, con le quali si poteva accedere alla seconda fase per la presentazione delle offerte vincolanti entro il 16 ottobre, data entro la quale ne sono state formalizzate solo 7.

Tra queste, nessun offerente ha inoltrato una proposta complessiva per l’azienda, ma tutti hanno previsto di rilevare solo alcune parti.

In particolare i gruppi erano divisi tra:
* Aviation (flotta aerea e slot – tempistica di manovra affidata al vettore-) da una parte e
* Handling (servizi di terra) dall’altra.

I commissari ed il Governo tendono però ad evitare di frammentare l’azienda (e conseguentemente il suo valore di vendita) per cui è restata in essere attivamente solo l’offerta vincolante di Lufthansa a cui si aggiunge l’interesse da parte di Cerberus, un fondo americano già proprietario di Air Canada, con investimenti nel settore manifatturiero e nei servizi finanziari, interessato anche a rilevare una parte dei crediti deteriorati delle banche italiane (NPL) ed alimentato da fondi pensione e compagnie di assicurazione prevalentemente americane.

LUFTHANSA
Lufthansa ha presentato un’offerta ufficiosamente ritenuta economicamente non ancora soddisfacente, non soltanto perché parziale rispetto all’intero pacchetto aziendale (inizialmente interessati solo all’aviation) ma anche perché ancora piuttosto limitata in termini di piano industriale, di esuberi eventuali e risorse finanziarie che dovranno essere apportate (non sono ancora stati definiti né il rimborso del prestito ponte né lo smaltimento dei complessivi debiti di Alitalia).

Le trattative sono in corso e Lufthansa ha fatto sapere di essere interessata, in questo momento, per via delle condizioni attualmente particolarmente favorevoli del settore aereo (basso costo del carburante, voli annullati di Ryanair).

L’offerta tedesca presenta il forte rischio di subire richiami dall’autorità antitrust per abuso di posizione dominante, soprattutto dopo che Lufthansa ha rilevato recentemente anche Air Berlin (tra l’altro da una situazione di insolvenza, assorbendone una flotta di 140 aerei e 8.500 membri dello staff). Si presenterebbero peraltro alcune linee di volo in sovrapposizione che dovrebbero essere eliminate.

CERBERUS
Il fondo Cerberus non aveva invece partecipato alla selezione delle offerte vincolanti perché contestava la mancanza di documenti in inglese, la tipologia di aggiudicazione, l’obbligo di presentare un’offerta irrevocabile, l’obbligo di fornire una garanzia bancaria immediata irrevocabile.

A domanda dei sindacati il Governo ha comunque risposto che la trattativa con una controparte che non aveva presentato offerta può andare avanti se vi sono condizioni migliorative e si tutela il patrimonio aziendale.

Cerberus sta ora valutando di presentarsi in cordata con Easy Jet (che invece aveva presentato l’offerta che verrebbe integrata e farebbe scendere Easy Jet ad una quota minoritaria) per rilevare l’intero complesso aziendale.

Cerberus è infatti l’unico investitore interessato a rilevare l’Alitalia tutta intera, sempre tramite una partecipazione non superiore al 49% (quota ammessa dalle regole europee per i contraenti extra europei) purché:

-vi sia una partecipazione del Governo (presenza utile nella gestione degli eventuali esuberi e per il mantenimento dell’identità italiana) probabilmente tramite la Cassa depositi e prestiti,

-vi sia una partecipazione azionaria/gestionale dei dipendenti (attualmente intorno a 11.500 di cui 8.400 nella flotta e 3.100 nell’handling),

– la sua dirigenza possa entrare nella ristrutturazione aziendale da subito, insieme agli attuali commissari, in una gestione operativa congiunta, prima di apportare le risorse finanziarie e chiudere l’operazione.

Easyjet dovrà migliorare la propria offerta insieme a Cerberus entro il mese di dicembre e, nel caso in cui Cerberus non dovesse trovare con Easyjet l’accordo definitivo, la sua trattativa diretta rischia di slittare al termine della tempistica programmata per il negoziato (30 aprile 2018), data in cui potranno essere raccolte nuove offerte.

I commissari di Alitalia hanno dichiarato che, per il 2017, i risultati saranno leggermente meno negativi dei precedenti anni, pur restando ancora con il bilancio in perdita.

Il Governo è interessato a chiudere la partita della cessione prima delle elezioni politiche e per tale ragione:

*ha prorogato i termini di cessione di Alitalia di ulteriori 6 mesi, dal 5 novembre 2017 al 30 aprile 2018 (dopo l’assegnazione seguiranno il closing contrattuale, l’analisi di dettaglio operativo-contabile, il parere antitrust e, da ultimo, il passaggio formale),

* ha incrementato il prestito ponte governativo da 600 a 900milioni di euro (pur in questo momento non completamente necessari perché Alitalia ha ancora in cassa buona parte della liquidità erogata precedentemente), portandone la scadenza dal novembre 2017 al settembre 2018,

*ha prorogato la Cassa integrazione straordinaria in corso per 1600 addetti, fino ad 30 aprile 2018.

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