Moody’s: l’anteprima del rischio per l’Italia

Nel pieno delle trattative europee Moody’s, l’unica agenzia di rating che nel mese di Ottobre aveva declassato il nostro Paese, avverte che presterà la massima attenzione alla legge di bilancio per il 2020, al fine di valutare quella che sarà l’affidabilità dell’Italia.

A un passo dal gradino spazzatura, i nostri titoli pubblici sono influenzati dall’Agenzia di rating tra le più attendibili sui mercati: fu sua la nota con cui evidenziò, tra le prime, il rischio che correvano gli istituti di credito bancari greci a causa della carenza di liquidità, prima che il Paese entrasse in crisi finanziaria senza neanche la possibilità di attingere all’Ela (la liquidità d’emergenza fornita dalla Bce) e non potè neppure rimborsare il prestito al Fondo Monetario internazionale.

Segui’ Standard & Poor’s nell’iniziativa di declassare il rating italiano nel 2011: lo fece per 3 livelli a causa della forte sensibilità ormai acquisita dal debito pubblico italiano rispetto agli shock finanziari (dopo alcuni mesi l’arrivo del Governo Monti).

Nell’ultima valutazione del mese di Ottobre 2018, Moody’s aveva declassato l’Italia perché considerava “strutturali” le ingenti spese sostenute dal Governo, in special modo reddito di cittadinanza e quota 100. In Ottobre, secondo l’Agenzia, mancavano le riforme per rilanciare l’economia (pochi mesi dopo il Governo avrebbe preso atto che il tasso di crescita del Pil per il 2019 si sarebbe arrestato). Venivano visti in aumento i tassi di interesse a causa della perdita di credibilità internazionale (dal mese di Ottobre 2018 lo spread si è sempre mantenuto su valori estremamente sostenuti).

Pagina Moody's

Moody’s salvava l’Italia solo per via della diversificazione economica in essere nel Paese, la competitività di grandi aziende e l’importante avanzo di bilancio delle partite correnti, voci e valori ancora presenti ma messi a rischio dalla politica economica del Governo, in specie per le proiezioni del 2020.

Moody’s evidenzia la possibilità che l’atteggiamento del Governo potrebbe cambiare se messo sotto pressione dai mercati, preannunciando, in buona sostanza, tensioni sui tassi nei prossimi mesi. Occhi puntati dunque sulla prossima manovra, oltre al monitoraggio della posizione italiana sui Minibot, che ha fatto orientare già in negativo il giudizio dell’agenzia di rating.

Il 6 settembre il responso sulla credibilità del Governo e la nuova valutazione di rating sull’Italia: da oggi, occhi puntati alle valutazioni di mercato.

(Nel riquadro gli effetti sullo spread il 6 giugno dopo la nota Moody’s).

Spread modificato

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