Le raccomandazioni dell’Unione Europea per l’Italia del 23 maggio 2018

Il 23 maggio la Commissione Europea ha emanato le raccomandazioni specifiche per l’Italia previste nel semestre europeo: un insieme di indicazioni su come rafforzare crescita ed occupazione.

Nel report è stata evidenziata la necessità di avviare in maniera sostenuta la crescita, sebbene sempre accompagnata dal mantenimento di conti in ordine.

La Commissione ha riconosciuto che le deviazioni dei conti pubblici (consentite negli anni scorsi utilizzando la clausola degli investimenti, riconoscendo le gestioni straordinarie del flusso dei migranti – 0,16% di Pil – e degli eventi sismici – 0,19% di Pil) sono state gestite correttamente.

Il rallentamento degli investimenti  (diminuiti durante la crisi e non ancora tornati al livello del 2007) è riconosciuto quale conseguenza dell’introduzione  del codice appalti e del nuovo ciclo di impiego dei fondi europei  (in particolare gli investimenti in attività immateriali restano ampiamente al di sotto della media UE e presentano andamenti divergenti nei vari contesti regionali),

migranti ed eventi sismici hanno effettivamente comportato un impatto notevole ma necessario al contesto.

Nonostante il disco verde, il  Paese resta comunque sotto osservazione dei propri conti pubblici, ottenendo piena fiducia ma per il tempo della prossima verifica.

Dovrà cercare di continuare il percorso di riduzione del debito a ritmi soddisfacenti ed in tal senso sarà premiata la continuità, anche soprattutto in considerazione delle ingenti risorse che vengono impegnate per il costo del debito a scapito di altri elementi che invece migliorerebbero la crescita.

Non verrà aperta alcuna procedura di infrazione per il debito 2017 essendo state le cifre di consuntivo riconosciute in regola con il Patto di stabilità: soprattutto  il deficit è stato migliore delle previsioni  (l’Italia è uscita da un braccio correttivo durato dal 2013 al 2016 e le fu concessa flessibilità nel 2016 dietro l’impegno di ridurre il deficit strutturale nel 2016).

In generale viene evidenziato come

-persistano rischi al ribasso dell’economia,

-possano esservi conseguenze negative dall’applicazione dei dazi,

-potrà verificarsi il tendenziale aumento del prezzo del petrolio.

La Commissione riesaminerà i dati nella primavera del 2019.

Commissione europea copertina

RACCOMANDAZIONI

Per il 2019 sarà necessario un aggiustamento strutturale dello 0,9%, quindi di circa 10 miliardi.

Il focus della Commissione si è concentrato nella necessità di continuare nel cammino di riforma:

-nella giustizia penale,

-nella lotta alla corruzione,

-nello spostamento della tassazione dai fattori produttivi ad altri (come la tassazione sulla prima casa),

-nello spostamento della contrattazione salariale al secondo livello,

-nella necessità di smaltire ancora il pesante carico di crediti deteriorati delle banche,

-nell’incentivazione di procedure di giustizia accelerate.

Viene suggerita la riduzione della spesa pensionistica  (destinata ad aumentare nel medio lungo termine) per creare spazio per altre spese sociali (come già evidenziato in un report del Fondo Monetario) quali la lotta alla povertà e le spese pro-crescita come l’educazione, intervenendo soprattutto sulle pensioni non corrisposte con il metodo contributivo.

Viene ribadita la necessità di eliminare gli ostacoli alla concorrenza nelle professioni, nel sistema dei trasporti pubblici locali e ferroviari, nelle concessioni ai beni pubblici.

Commissione europea raccomandazioni

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