Banca Centrale Europea: i programmi

28 ottobre 2017

La Banca Centrale Europea continua il suo sostegno per

*mantenere basso il costo dei titoli del debito pubblico,
*mantenere bassi i tassi dei prestiti obbligazionari di grandi dimensioni contratti dalle imprese,
*mantenere bassi i tassi di interesse sui finanziamenti concessi ad imprese e famiglie (mutui e credito al consumo).

Per i primi due punti resta confermato il programma di acquisto dei titoli iniziato a marzo 2015 (con cui la Banca centrale ha immesso nel mercato liquidità e ritirato titoli – facendone aumentare il prezzo e riducendone il rendimento), dapprima con 80 miliardi al mese, diventati successivamente 60 ed ora fissati, a partire da gennaio 2018, in 30 miliardi al mese, e ciò almeno fino al mese di settembre 2018.

Dopo settembre 2018, queste operazioni non termineranno in maniera immediata, per evitare le stesse conseguenze negative registrate sui mercati americani quando, nel 2013, venne annunciata la chiusura dei medesimi programmi monetari straordinari da parte della Banca centrale americana.

Saranno possibili anche riprese in aumento del programma, nel caso in cui l’economia non dovesse dare segni di consolidamento stabile: si punta ad una “ripresa della crescita e dei prezzi diffusa, robusta ed autosufficiente”.

Per il terzo punto, gli interessi per le operazioni di investimento di imprese e famiglie, resteranno bassi ancora a lungo.

INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO
Una diminuzione drastica ed immediata degli interventi della Banca centrale, avrebbe messo sicuramente in difficoltà il nostro Paese, anche se prima o poi l’Italia dovrà affrontare lo scenario di ritorno a tassi più elevati e con maggiori costi per il bilancio dello Stato.
Per il 2018 questo rischio è scongiurato, anche se potrebbero iniziare, orientativamente intorno alla metà del 2018 (una volta superato lo scoglio delle elezioni politiche) limitate tensioni e operazioni di speculazione proprio in considerazione della possibile futura conclusione delle operazioni da parte della Bce: gli effetti delle politiche monetarie subiscono molto le anticipazioni e gli annunci.

INVESTIMENTI PRIVATI
Per il settore privato, vi è da tenere in considerazione, oltre al fatto che i tassi resteranno bassi, anche la richiesta da parte della Bce alle banche (comprese quelle italiane), di fare degli accantonamenti sui nuovi crediti deteriorati che si verranno a creare nei prossimi tempi. Gli accantonamenti potranno comportare una restrizione del credito a famiglie ed imprese. Da una parte dunque restano aperti i cordoni del credito, dall’altra quei canali saranno in qualche modo indirettamente ristretti.

Sufficiente tranquillità è stata comunque trasmessa, nell’immediato, a chi ha già stipulato contratti di mutuo a tasso variabile, almeno sino al 2019: il costo del denaro, fino a tale data, continuerà a restare molto basso
(la contropartita sarà ovviamente quella di avere tassi a credito molto contenuti sulle disponibilità dei conti correnti vincolati).

OBIETTIVO INFLAZIONE
La Bce parla di obiettivo di inflazione perché il processo che parte dalla domanda (stimolata da bassi tassi offerte ad imprese e cittadini),
si trasmette alla produzione e conseguentemente all’occupazione.
L’aumento dell’occupazione si traduce in un aumento dei salari e dei prezzi (in maniera meno diretta ed immediata rispetto al passato per varie importanti ragioni). Il controllo finale da parte della Bce è dunque sui prezzi (l’inflazione).

Il problema che resta aperto, per la Banca centrale europea, è che l’inflazione non reagisce in modo sufficiente agli stimoli che vengono indotti con le varie manovre, dunque tutti i prossimi interventi, come quello annunciato 2 giorni fa, consisteranno in una “ricalibratura” tarata, di volta in volta, del programma, per produrre effetti e contemporaneamente evitare di danneggiare la ripresa.

Considerando il tutto, l’obiettivo della Bce è quello di portare l’inflazione (che attualmente viaggia intorno all’1,5% e non per tutti i Paesi) prossima o vicina al 2%, stabilmente, per l’intera eurozona.

L’OBIETTIVO INFLAZIONE IN ITALIA
Le difficoltà italiane per la ripresa dell’inflazione sono principalmente dovute ad alcuni fattori, tra cui:
-la produttività delle imprese, ancora bassa,
-una sostanziale difficoltà dei finanziatori (anche esteri) a sviluppare investimenti (causa burocrazia, tasse, ecc.),
-data la recente crisi, la preoccupazione di garantire i posti di lavoro più che di aumentarne le retribuzioni,
-una concorrenza globale molto forte e dinamica.

Se, a causa di queste ed altre ragioni, la crescita rimane contenuta, i salari non hanno modo di aumentare e l’inflazione resta bassa (tenendo conto, come detto, che nelle varie zone d’Italia la situazione è ancora peggiore).

ANDAMENTO DELL’EURO
L’euro resta avvantaggiato da questo protrarsi della politica da parte della Banca centrale: recentemente il suo rialzo era un problema per le esportazioni e ciò sia per il livello raggiunto dal cambio in alcuni frangenti, sia per la velocità con cui i valori erano cresciuti. Sarà anche l’andamento dell’euro, condizionando le esportazioni (e dunque la crescita), ad orientare la Banca centrale nelle scelte dei prossimi mesi.

Ricapitolando, nei prossimi mesi, altri 270 miliardi (almeno) saranno immessi nel sistema per continuare a dare
-uno slancio ai mercati produttivi e
-mantenere basso il costo degli interessi dei titoli del debito pubblico (l’Italia, tra nuove emissioni e rinnovi, finanzia ogni anno intorno ai 200 miliardi a medio e lungo termine).

Ovviamente tutti i processi decisionali della Bce vengono intesi in ottica europea: quando si parla di ripresa si tiene conto dei valori medi dei diversi Paesi ma anche dei limiti di crescita di altri (ad esempio l’Italia, con determinate zone anche maggiormente indietro rispetto ad altre). Le decisioni non devono danneggiare nessuno, combinando tutti gli strumenti a disposizione.

La stabilità dei governi,
il cammino di risanamento dei conti pubblici e
la crescita del Paese programmata in bilancio,
devono,
per la politica che accompagna queste manovre monetarie,
essere l’obiettivo da perseguire con forza.

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