SURE: l’Italia chiede l’attivazione della misura di sostegno

Il Governo ha fatto richiesta dell’attivazione del SURE, il Fondo istituito dall’ Unione Europea per mitigare i rischi di disoccupazione legati all’emergenza COVID19 – Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency.

La richiesta ammonta a 28,4 miliardi di euro ed è stata inoltrata con la consapevolezza che vi sarà un forte rallentamento del sistema produttivo con gravi rischi disoccupazionali.

La Commissione dovrà valutare ora  le condizioni del prestito: l’importo, la scadenza media massima e le modalità di attuazione.

Il fondo rappresenta uno strumento per il prolungamento delle misure di sostegno poste in essere sino ad oggi e contenute nei decreti  18/2020 “Cura Italia”, 27/2020 (conversione del “cura Italia”) e 34/2020 “Decreto rilancio”.

Istituito dalla Commissione europea per aiutare a proteggere i posti di lavoro ed i lavoratori che risentono della pandemia di coronavirus ha una dotazione totale di 100 miliardi e rappresenta uno strumento per affrontare gli aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione comprendendo quindi anche i regimi di sostegno pubblico al reddito istituiti per coprire i costi derivanti dalla riduzione dell’orario di lavoro e le altre misure predisposte per i lavoratori autonomi.

Evitando gli esuberi e attivando il supporto pubblico, si cerca dunque di impedire che lo shock temporaneo del coronavirus possa avere ripercussioni più gravi sul lavoro e sull’economia.

Il prestito che sarà erogato verrà finanziato dai mercati: in tal modo il nostro Paese beneficierà di bassi costi di finanziamento e della buona capacità di rating dell’Unione europea.

La controgaranzia sarà su base volontaria e ciò permetterà alla Commissione di aumentare il volume complessivo dei prestiti erogabili al nostro Paese.

Nello specifico, l’Italia partecipa al Fondo di garanzia pan europeo della Banca Europea per gli Investimenti e quindi il Ministero dell’economia e finanze potrà concedere la garanzia dello Stato, incondizionata e a prima richiesta a favore della Bei. Contemporaneamente sarà firmato l’accordo con la Commissione europea per definire le modalità di pagamento della stessa controgaranzia.

La Commissione europea si era già impegnata verso una proposta legislativa atta all’istituzione di un regime europeo di riassicurazione contro la disoccupazione: con SURE accelera il processo e risponde nell’immediato all’emergenza posta dal coronavirus.

Il 29 luglio era stata firmata e approvata in entrambi le camere una risoluzione accompagnatoria del Piano nazionale di riforme con cui è stato impegnato il Governo a prevedere l’utilizzo, sulla base dell’interesse generale del paese e dell’analisi dell’effettivo fabbisogno, degli strumenti già resi disponibili dall’Unione europea per fronteggiare l’emergenza sanitaria e socio economica in atto”.

 

SURE FOTO

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