La proposta di riforma dell’Eurozona

29 dicembre 2017

Il 6 dicembre è stata presentata dalla Commissione Europea una proposta di riforma dell’Eurozona.
La trattativa sui contenuti si svolgerà quando l’Italia sarà in piena campagna elettorale: il Paese sarà disattento e lontano. Se la nuova legislatura dovesse avere vita breve, il successivo
governo si troverà le regole già scritte ed i giochi già fatti.

La riforma contiene (in sintesi):
LA CREAZIONE DEL FONDO MONETARIO EUROPEO PER AFFRONTARE ANCHE LE CRISI BANCARIE
Attualmente esiste il Fondo che alimenta il Meccanismo europeo di stabilità: serve a fornire assistenza
finanziaria al Paese in difficoltà (se questo mette a rischio la stabilità dell’Eurozona): vengono concessi
prestiti dietro impegno a perseguire rigide riforme domestiche.

Il nuovo Fondo potrebbe diventare anche prestatore di ultima istanza per crisi bancarie o bail in.

Perché questo Fondo possa operare uniformemente su tutta l’area europea, bisognerà rendere uguali i rischi presenti nei bilanci bancari dei vari Paesi.
Bisognerà ad esempio ridurre l’ingente mole di crediti deteriorati attualmente presenti nelle banche italiane, così come bisognerà considerare i derivati posseduti dalle banche tedesche che a tutt’oggi non ne danno loro una completa valutazione di bilancio.

IL COMPLETAMENTO DELL’UNIONE BANCARIA PER ARRIVARE ALLA GARANZIA DEI DEPOSITI BANCARI
A corollario del primo punto, ci sarà l’istituzione di una garanzia europea dei depositi bancari.
In caso di crisi finanziaria degli istituti di credito di uno qualunque dei Paesi dell’Eurozona, potrà attivarsi una garanzia a protezione dei conti correnti.

In questo contesto il principale problema è rappresentato dal forte legame tra le banche dei vari Paesi e la quantità di titoli del debito pubblico (del proprio Paese) che esse detengono. Una banca potrebbe entrare in crisi indirettamente se possiede molti titoli del debito pubblico di un Paese in crisi: per limitare i rischi da condividere, si sta valutando di far partecipare gli investitori privati del territorio alle eventuali perdite sui titoli di Stato.

Si sta studiando altresì l’introduzione di alcune clausole che impediscano la ridenominazione del debito pubblico in una nuova valuta nazionale, nel caso in cui il Paese decida di uscire dall’Euro.

Una volta regolamentati questi aspetti, con il tempo, tutto il debito pubblico dell’Eurozona potrà essere mutualizzato: ogni Paese potrà pagare ogni anno una polizza assicurativa per coprire i rischi. I Paesi più indebitati ovviamente andranno a pagare le polizze di importo più elevato.

BILANCIO EUROPEO DESTINATO AGLI INVESTIMENTI
*Le nuove condizioni*
Una linea del bilancio 2021 – 2028 (parte del complessivo bilancio europeo) andrà a finanziare gli
investimenti solo se
-verranno rispettate le regole sui conti pubblici e se
-verranno poste in essere le riforme strutturali.

*Finanziamenti per investimenti in caso di crisi*
In caso di crisi momentanea di un Paese, una parte dei fondi andrà a finanziare gli investimenti che rischiano di diminuire durante il periodo ciclico negativo che il Paese attraversa.

Nella ripartizione ordinaria dei fondi per investimenti non sarà più tenuto in considerazione solo il reddito pro – capite ma anche l’età media della popolazione, la composizione, il tasso di disoccupazione, le migrazioni, gli effetti dei cambiamenti climatici ed i rischi idro geologici.

*Finanziamenti per Paesi in convergenza*
Una parte dei fondi per investimenti servirà anche per aiutare il processo di adesione dei Paesi che vogliono entrare nell’Eurozona.

ISTITUZIONE DI UN MINISTRO DELLE FINANZE EUROPEO
Sinora molte decisioni di bilancio relative ai Paesi membri sono state prese dai capi di Governo nell’ambito dei vari consigli Europei, estromettendo dal compito la Commissione Europea.

Con un Ministro delle
Finanze europeo si cercherà di riportare nell’ambito dell’esecutivo la gestione, il controllo e le decisioni sui
bilanci pubblici.

Il Ministro delle Finanze europeo sarà anche Presidente dell’Eurogruppo nonché vice Presidente della Commissione Europea.

Sarà il Ministro a dover sviluppare i nuovi criteri di flessibilità, ma più che con trattative “ad personam”, con meccanismi di correzione automatici legati all’attuazione delle riforme.

Il ministro sarà il trait d’union tra
i ministri delle finanze dei singoli Stati e
le regole stabilite dalla parte burocratica della Commissione europea (che supervisiona e valuta l’applicazione delle regole).

INSERIMENTO DEL FISCAL COMPACT NELLA LEGISLAZIONE EUROPEA
Si era ipotizzato di inserire il Fiscal Compact nei Trattati, ma questo avrebbe comportato il rischio di un potere di veto da parte di qualche Paese. Sarà invece emanata una direttiva, il cui negoziato è già stato avviato, per avere un impegno giuridicamente più definito per il controllo di deficit e debito, già a partire dalla metà del 2019, confermando comunque le esistenti regole di flessibilità.

FONDO EUROPEO PER LA DISOCCUPAZIONE
Nell’ambito di questa intricata trattativa, l’Italia ha chiesto la creazione di un Fondo europeo per contrastare la disoccupazione, da attivare automaticamente in caso di crisi economica di un Paese, visto che vi è l’impossibilità, con la moneta comune, di attivare la leva del tasso di cambio per recuperare la competitività perduta.

Entro giugno 2018, gli sviluppi e l’avanzamento del complesso piano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑