Il mancato accordo Svizzera – Unione Europea: problema o soluzione

Dopo 7 anni di negoziati, il Consiglio federale svizzero, con una comunicazione formale, ha interrotto unilateralmente ogni trattativa sull’accordo quadro istituzionale con l’Unione europea utile a sviluppare nuovi accordi bilaterali e adeguare ai tempi quelli esistenti.

La presenza di numerosi (oltre 100) e frammentati trattati aveva sollevato ripetutamente la mancanza di equilibrio tra i due Paesi, soprattutto tra imprese dei due territori, comportando la necessità di armonizzare o tentare di migliorare il quadro giuridico entro il quale muoversi e regolamentare rapporti e controversie.

Da parte dell’Unione Europea la richiesta si era resa necessaria anche al fine di raggiungere equità di trattamento e condizioni per tutti gli operatori che avevano accesso al mercato (la Svizzera esporta circa 150 miliardi all’interno dell’Unione, il suo maggiore mercato di esportazione).

Non si è riusciti però a raggiungere alcuna forma di compromesso nonostante passi avanti significativi degli ultimi anni: il punto cardine di parte Svizzera è stato la necessità di mantenere le cosiddette “misure di accompagnamento”, con condizioni di lavoro e salari che sarebbero dovuti restare senza adeguamenti a quelli dell’Unione in caso di distaccamento lavoratori in Svizzera, scongiurando dunque dumping salariale e abusi nelle condizioni di lavoro.

Ulteriore punto di non accordo sono stati gli aiuti di Stato e la direttiva europea sulla cittadinanza.

La Svizzera su diversi fronti aveva dato disponibilità ad allinearsi al diritto comunitario, arrivando a riconoscere anche il ruolo della Corte di giustizia europea in caso di divergenze.

Bruxelles nei vari passaggi della lunga trattativa aveva rifiutato il riconoscimento dell’equivalenza del mercato di Borsa: con la decisione svizzera ora l’Unione europea vede scadere il suo mandato negoziale, per riprendere il quale dovrà avere una nuova autorizzazione da parte dei 27 Paesi membri.

Alla Svizzera è mancata coesione politica sulle principali decisioni del complesso quadro, l’identificazione ed il peso dei valori di vantaggio e degli elementi di svantaggio dei singoli punti in discussione.

La Svizzera ha recentemente offerto un miliardo di euro al Piano di Coesione europeo per poter riprendere un dialogo costruttivo, sospeso nei mesi scorsi in attesa di individuare la via delle future relazioni. L’Unione europea aveva anticipato che non avrebbe concluso nuovi accordi né aggiornato gli accordi esistenti senza l’accordo quadro: una complicazione che blocca la gran parte dell’operatività e degli scambi fra i due territori che trascinerà i rapporti senza favorire le relazioni.

A meno di una ripresa su piccoli fronti comuni.

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